Il compleanno che non riesco a festeggiare
Mi chiamo Elena, tra poco finirò 37 anni e ho l'impressione di non aver mai contato abbastanza per nessuno.
Il mio compleanno si avvicina, ma non riesco a trovare un motivo per festeggiare.
Sono sola, ancora una volta, e il desiderio che mi manca di più è anche quello che mi appare più lontano: una famiglia tutta mia, un figlio, un amore che scelga di non andarsene.
Il mio compleanno si avvicina, ma non riesco a trovare un motivo per festeggiare.
Sono sola, ancora una volta, e il desiderio che mi manca di più è anche quello che mi appare più lontano: una famiglia tutta mia, un figlio, un amore che scelga di non andarsene.
Ogni persona che è entrata nella mia vita mi ha lasciato una cicatrice. Alcuni uomini mi hanno spezzato il cuore, altri semplicemente non si sono mai innamorati di me davvero.
Intorno a me ascolto sempre le stesse frasi: “Porta pazienza che arriverà quello giusto”, “Forza devi reagire”, “Non devi buttarti giù così”.
Come se reagire fosse un qualcosa cosa che possiamo decidere con uno schiocco di dita. Come se rimettere insieme i pezzi non costasse nulla.
Intorno a me ascolto sempre le stesse frasi: “Porta pazienza che arriverà quello giusto”, “Forza devi reagire”, “Non devi buttarti giù così”.
Come se reagire fosse un qualcosa cosa che possiamo decidere con uno schiocco di dita. Come se rimettere insieme i pezzi non costasse nulla.
Io ho provato a rimettere insieme quei pezzi tante volte.
Dopo una relazione con un uomo che aveva una vita parallela. Dopo un altro che mi ha fatto vivere nella terrore, fino a farmi pensare che non ne saremmo usciti vivi.
Dopo promesse lasciate a metà, dopo persone sembravano esserci e poi mi abbandonavano senza nessuna spiegazione.
Poi è arrivato Lorenzo. Lui sembrava diverso. Sembrava tutto quello che avevo atteso da sempre.
Per molti mesi abbiamo vissuto quasi come una coppia stabile: giornate insieme, notti insieme, progetti sul futuro, una fortissima complicitá, e quelle piccole abitudini che poco a poco iniziano a sembrarti casa.
Per molti mesi abbiamo vissuto quasi come una coppia stabile: giornate insieme, notti insieme, progetti sul futuro, una fortissima complicitá, e quelle piccole abitudini che poco a poco iniziano a sembrarti casa.
Poi da un giorno all’altro, l'ennesima doccia fredda. Mi confessa che non si era innamorato. Che ci mancava qualcosa. Che non sentiva la scintilla che, secondo lui, dovrebbe travolgerti.
Lui, 38 anni, ancora segnato da una storia finita male, con un tradimento che non é mai riuscito davvero a superare.
Io pensavo, mi illudevo, che potesse esserci un nuovo inizio. Invece probabilmente sono stata solo una parentesi comoda, un passaggio tra il suo passato e qualcosa che non sarò io.
Lui, 38 anni, ancora segnato da una storia finita male, con un tradimento che non é mai riuscito davvero a superare.
Io pensavo, mi illudevo, che potesse esserci un nuovo inizio. Invece probabilmente sono stata solo una parentesi comoda, un passaggio tra il suo passato e qualcosa che non sarò io.
Siamo passati dal vederci praticamente ogni giorno al niente assoluto. Nessuna gradualità, un taglio netto.
Non mi ha nemmeno illusa dicendomi che sarebbe tornato. Mi ha detto che deve lavorare su sé stesso, che avrebbe davvero tanto voluto innamorarsi di me, che gli dispiace da morire.
Frasi tenere, dolci, ma che fanno ancora più male, perché mi fanno sentire come un’occasione mancata. Come se fossi stata così vicina a sfiorare alla felicità, ma non abbastanza da meritarmela.
Non mi ha nemmeno illusa dicendomi che sarebbe tornato. Mi ha detto che deve lavorare su sé stesso, che avrebbe davvero tanto voluto innamorarsi di me, che gli dispiace da morire.
Frasi tenere, dolci, ma che fanno ancora più male, perché mi fanno sentire come un’occasione mancata. Come se fossi stata così vicina a sfiorare alla felicità, ma non abbastanza da meritarmela.
Da allora sono crollata. Non dormo più ,non mangio più, piango senza riuscire mai a fermarmi.
Ho saltato il lavoro, non esco, evito le persone, sento tornare addosso quella vecchia ombra che conosco fin troppo bene. La depressione non arriva mai come una sconosciuta. Ritorna come qualcosa che sa già dove sedersi.
Ho saltato il lavoro, non esco, evito le persone, sento tornare addosso quella vecchia ombra che conosco fin troppo bene. La depressione non arriva mai come una sconosciuta. Ritorna come qualcosa che sa già dove sedersi.
E mentre cerco di respirare dentro tutto questo, sento una paura enorme: che il treno dei miei sogni sia già passato. Che il tempo stia per scadere.
Che quella famiglia che ho tanto sognato per tutta la vita non arriverà mai. Che io continuerò a essere la persona che gli altri sfiorano, che usano per guarire, attraversano, e poi lasciano.
Che quella famiglia che ho tanto sognato per tutta la vita non arriverà mai. Che io continuerò a essere la persona che gli altri sfiorano, che usano per guarire, attraversano, e poi lasciano.
Mi chiamo Elena, tra poco compirò 37 anni e quest’anno ho deciso che non festeggerò. Non perché non voglia una torta, o un brindisi, o un messaggio di auguri. Ma perché dentro sento di aver perso qualcosa di più grande: la fiducia che prima o poi anche per me ci sarebbe stato un posto sicuro.
Mi chiamo Elena e quest’anno ho detto addio al sogno di una famiglia tutta mia. E questa cosa, lentamente, mi sta togliendo la forza di rialzarmi.
14/04/2026