L'invida per mia figlia

Mi chiamo Francesca, ho 44 anni.
Ed ero la più bella del paese, la "bella del gruppo". Mentre adesso non ho più questo primato.
Ero abituata ad essere sempre al centro dell'attenzione.
Se entravo in un negozio o in un ristorante, tutti si giravano per guardarmi.
Ero così bella da fermare il traffico, da creare litigi tra le coppie che mi passavano di fianco.
Ed era una sensazione che amavo.

Oggi ho una figlia di 18 anni, Sofia.
Sofia è stupenda. Così bella da togliere il fiato.
Ha un corpo perfetto, tonico, la pelle di porcellana, le labbra carnose, gli occhi di un azzurro incredibile.
E' la versione 2.0 di me, ma più giovane e fresca.

Il mio segreto inconfessabile è che, per me, uscire con mia figlia è diventata una tortura.
Quando siamo insieme vedo gli sguardi degli uomini posarsi su di lei, vedo come la guardano con malizia, con desiderio.
Io invece sembro diventata totalmente trasparente.
Io sono diventata la tappezzeria, lei è l'opera d'arte.
Ed io questo non riesco ad accettarlo.

Così ho iniziato a boicottarla. Me ne vergogno, ma non riesco a farne a meno.
Quando andiamo a comprare dei vestiti e lei esce dal camerino con abiti che le stanno d'incanto, io la guardo e le dico che il vestito è troppo aderente e la segna sui fianchi e la fa la pancetta.
E questo non è vero, è una dea, è stupenda, ma dalla mia bocca escono soltanto parole come:
"Mmm, non lo so, tesoro mio. Forse è meglio se prendi una taglia più grande o se prendi qualcosa di meno attillato. Sei bellissima, lo sai, ma questo abito non ti dona."

Lo dico con tono preoccupato, dolce, da madre protettiva. E invece sono solo un' egoista narcisista del cazzo.
Così lei si volta verso lo specchio, si guarda, e con tono sconsolato mi risponde
"Hai ragione mamma, forse mi fa sembrare grassa, forse dovrei perdere qualche kilo".
Così torna nel camerino, si cambia e finisce per comprare abiti che nascondono tutte le sue bellissime forme.
Ed io, dentro di me, provo un po' di sollievo, un sollievo vergognoso. 

Mi odio per questo. 
Sto spegnendo la sua luce, la sto rendendo insicura e "meno minacciosa", solo per avere l'illusione di poter ancora competere con lei. 

L'altra sera eravamo ad una cena in famiglia e mio marito, guardandola con orgoglio, le ha detto di essere meravigliosa, anche più bella di me alla sua età. 
Voleva essere un complimento, ma per me è stato uno schiaffo a pieno volto.
Quella sera l'ho criticata per come rideva, per come e quanto mangiava. Sono stata fredda ed ingiusta con lei. 
Volevo punirla solo ed esclusivamente per il fatto di essere bella e giovane, mentre io sto sfiorendo. 

Mi sento un mostro, amo mia figlia più di qualsiasi altra cosa al mondo.
Ma odio quello che rappresenta, odio il confronto.
Ogni volta che la guardo, non vedo mia figlia, vedo quello che io ho perso per sempre. 
Mi fa sentire impotente nei confronti del tempo che scorre inesorabilmente. 
E invece di essere felice per lei, cerco di sminuire e minare l'autostima della persona che ho messo al mondo, facendola sentire piccola e sbagliata.

Mi chiamo Francesca, ho 44 anni, e sto insegnando a mia figlia ad odiare il suo corpo solo perché io non riesco ad accettare che sia più bella di me.


29/07/2026