La solitude della mia vita normale
Mi chiamo Vittorio e ho 37 anni.
Ormai da tempo vivo con una solitudine che non avevo mai provato prima.
Ormai da tempo vivo con una solitudine che non avevo mai provato prima.
Non la solitudine di chi non ha nessuno.
Gli amici li ho.
La mai famiglia esiste.
Sono circondato da persone attorno a me.
Quello che davvero mi manca è sentirmi parte di qualcosa.
Gli amici li ho.
La mai famiglia esiste.
Sono circondato da persone attorno a me.
Quello che davvero mi manca è sentirmi parte di qualcosa.
Ho iniziato a soffrire per tutto questo quando ho dovuto trasferirmi per lavoro.
In una città nuova.
In un appartamento nuovo.
Era una nuova routine, una routine senza ritmo.
Per i primi due mesi la vivevo come una nuova avventura, una nuova sfida, poi lentamente è diventata una prigione silenziosa.
In una città nuova.
In un appartamento nuovo.
Era una nuova routine, una routine senza ritmo.
Per i primi due mesi la vivevo come una nuova avventura, una nuova sfida, poi lentamente è diventata una prigione silenziosa.
La sera quando rincaso, il suono del mazzo di chiavi che battono sulla porta e' l’unica cosa che rompe il silenzio.
Appoggio lo zaino, accendo la luce, guardo la stanza.
È tutto in ordine, ogni cosa e' al suo posto.
Tutto perfetto.
Tutto immobile.
Cosi lontano da quello che sento dentro.
Appoggio lo zaino, accendo la luce, guardo la stanza.
È tutto in ordine, ogni cosa e' al suo posto.
Tutto perfetto.
Tutto immobile.
Cosi lontano da quello che sento dentro.
Mangio da solo.
Mi guardo un film da solo.
Parlo da solo.
A volte alzo il volume della TV solo per sentire una voce che mi dia l'illusione di non essere cosi solo.
La notte tengo le la finestre aperte per sentire i rumori della strada.
Le macchine, i passi, qualche risata e schiamazzo in lontananza.
E mi dico: “loro stanno vivendo”.
Io no. Io non sto vivendo.
Mi guardo un film da solo.
Parlo da solo.
A volte alzo il volume della TV solo per sentire una voce che mi dia l'illusione di non essere cosi solo.
La notte tengo le la finestre aperte per sentire i rumori della strada.
Le macchine, i passi, qualche risata e schiamazzo in lontananza.
E mi dico: “loro stanno vivendo”.
Io no. Io non sto vivendo.
Ho anche provato a fare amicizia con qualcuno.
Con i vicini, con i nuovi colleghi, al bar mentre prendo un caffè.
Tutto e' superficiale.
Conversazioni frivole,effimere , che non lasciano niente.
Mi manca qualcuno che mi conosca realmente, per davvero.
Qualcuno che riesca a capire che sto crollando semplicemente guardandomi negli occhi.
Con i vicini, con i nuovi colleghi, al bar mentre prendo un caffè.
Tutto e' superficiale.
Conversazioni frivole,effimere , che non lasciano niente.
Mi manca qualcuno che mi conosca realmente, per davvero.
Qualcuno che riesca a capire che sto crollando semplicemente guardandomi negli occhi.
Mi sento come se fossi uno “di passaggio”, perpetuamente.
Come se questa città non mi volesse.
Come se io non fossi fatto per questo posto.
Ogni volta che tento di aprirmi a qualcuno, di fare un passo di apertura, mi sembra di fallire.
Come se ci fosse un muro, una distanza tra me e tutti gli altri.
Come se questa città non mi volesse.
Come se io non fossi fatto per questo posto.
Ogni volta che tento di aprirmi a qualcuno, di fare un passo di apertura, mi sembra di fallire.
Come se ci fosse un muro, una distanza tra me e tutti gli altri.
Qualche sera la malinconia colpisce più dura del solito.
Allora mi siedo sul tappeto ed appoggio la testa al muro del soggiorno.
Chiudo gli occhi. Mi scende una lacrima.
Mi chiedo cosa sia rimasto della persona che ero prima di questo trasferimento.
Mi chiedo se tornerò mai a sentirmi parte di un cerchio, di una vita, di qualcuno.
Allora mi siedo sul tappeto ed appoggio la testa al muro del soggiorno.
Chiudo gli occhi. Mi scende una lacrima.
Mi chiedo cosa sia rimasto della persona che ero prima di questo trasferimento.
Mi chiedo se tornerò mai a sentirmi parte di un cerchio, di una vita, di qualcuno.
Mi chiamo Vittorio, ho 37 anni.
E ogni giorno dico che non è normale sentirsi così soli in mezzo al mondo, anche se ormai non so più come fare per uscirne.
E ogni giorno dico che non è normale sentirsi così soli in mezzo al mondo, anche se ormai non so più come fare per uscirne.
13/08/2026